Droni, ciak si gira

Il mondo delle riprese televisive e cinematografiche è stato uno dei primi a sfruttare le potenzialità offerte dai droni. Su questo fronte, infatti, il mercato si è organizzato da tempo, cambiando in maniera sensibile il modo di lavorare di registi, attori e protagonisti dello spettacolo. Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato Elisabetta Stellato, direttore esecutivo di noti programmi di intrattenimento, quali XFactor e Italia’s Got Talent, che ringraziamo molto per la disponibilità.

  1. Elisabetta buongiorno, prima di tutto spiegaci in breve cosa fa un direttore di produzione

Prendendo come esempio un canale televisivo, il produttore esecutivo gestisce un programma in toto, dal budget alla squadra fino ai rapporti con il cliente.

  1. In quali programmi ha lavorato?

Faccio questo lavoro da 13 anni. Mi è capitato di lavorare per programmi di intrattenimento molto importanti (XFactor, Italia’s Got Talent – edizioni SkyUno), ma anche per programmi di inchiesta e per documentari d’autore.

  1. Concentriamoci sulle riprese, come avvenivano prima?

Quello che si faceva prima era di cercare punti di vista dall’alto per panoramiche, con l’uso delle webcam per le aeree, o l’utilizzo di dolly (macchine da presa con carrello, ndr) e lunghi crane (gru di grandi dimensioni, ndr).

  1. E poi sono arrivati i droni..

Con l’avvento dei droni si rende possibile tutta quella gamma di inquadrature che potrei definire a volo di uccello, rendendo possibile in un solo shot di andare da un primo piano fino all’altezza di 32 m, di poter entrare o uscire da porte e finestre anche piccole, di poter rasentare oggetti piccoli e grandi, di girare a volo di uccello anche in interni, tutto con grande facilità e agilità.

  1. Quali sono i pro e i contro?

Pro: ottenere inquadrature spettacolari con più facilità, avere punti di vista dalla grande forza narrativa e suggestione, valorizzazione dei luoghi ampi e delle strutture alte e lunghe, possibilità di racconto eccitante su oggetti a grande velocità, raccontare movimenti impossibili in natura. Contro: rumorosità del mezzo, spostamento d’aria del mezzo, pericolosità nell’utilizzo, stabilizzazione delle immagini.

  1. Qual è la reazione degli attori all’entrata in scena dei droni?

In linea di massima il problema con gli attori è l’audio, difficilmente si può realizzare una presa diretta in una scena con il drone, in scene da doppiare è possibile. Per gli attori poi è necessario, per ottimizzare le qualità di racconto del drone, riuscire a capire come muoversi in sincronia con i movimenti aerei.

  1. Pensi che i registi abbiano modificato anche il modo di pensare alcune scene proprio grazie all’introduzione dei droni?

Sicuramente i registi hanno, grazie ai droni, una possibilità estetica in più di racconto. Quindi sì, i droni hanno modificato il modo di pensare alcune scene già in fase di preaparazione

  1. E’ certamente un business nuovo. Con quale criterio scegliete l’azienda per questo servizio?

Si selezionano su reel e knowhow delle particolari esigenze.

  1. Riguardo ai costi tra macchinari di prima e droni?

Direi quasi equiparabili. Tutto considerato non ci sono moltissime differenze in termini di costi

  1. Ci sono esigenze di altre performance che andrebbero realizzate e che ancora il mercato non offre?

Si può ancora migliorare il campo delle riprese nelle situazioni di poca luce o di assenza di luce, di riprese subacquee e di camere sempre in bolla tipo movicam.

 

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