La “lobby dei droni” e la FAA

La parola lobby ha acquistato nel nostro paese una connotazione negativa, sarà forse per la sua traduzione letteraria “loggia” che viene accostata a fenomeni non esaltanti della vita della nazione.

Ma le lobby, intese in senso anglosassone, altro non sono che gruppi che difendono pubblicamente gli interessi di associazioni e organizzazioni specifiche. Ci si organizza, insomma, per veicolare in modo efficace e possibilmente univoco le proprie richieste verso le istituzioni troppo spesso poco attente.

Anche il mondo dei droni ha la sua lobby, si tratta della Small UAV Coalition che unisce sotto il suo tetto i più grandi player del settore da Amazon a Google passando per DJI, 3D Robotics e GoPro.

E’ proprio questa organizzazione a dialogare con la FAA (l’ente americano che sovraintende alla regolamentazione del volo civile, e quindi anche di quello dei droni) perché sia possibile attivare una regolamentazione meno stringente e consentire un più veloce sviluppo commerciale dei droni.

Il nuovo tentativo di accelerare questo mercato negli Stati Uniti si chiama Commercial UAS Modernization Act lettterlmente Atto per la modernizzazione degli UAS (Unmanned Aerial Vehicle il corrispettivo del nostro APR – Aeromobile a Pilotaggio Remoto) commerciali.
Presentato martedì scorso da due senatori americani, questo Act, punta sostanzialmente a velocizzare il processo di rilascio delle autorizzazioni di volo per i droni commerciali spingendo l’FAA a creare un test standard per gli operatori.

“Il Commercial UAS Modernization Act consentirà agli operatori del settore negli Stati Uniti di trarre vantaggio da queste tecnologie fin da subito senza aspettare un anno che la FAA deliberi il regolamento finale” questa la dichiarazione del portavoce della Small UAV Coalition

 

Condividi

Potrebbe interessarti anche: